Il cavo USB che spia, pedina e origlia

Sei proprio sicuro che il tuo cavetto di ricarica USB non sia una microspia?

A vederlo sembra un normalissimo cavetto USB che può essere utilizzato per la ricarica dello smartphone o per il trasferimento dati PC/cellulare. In realtà questo cavetto misterioso è molto, ma molto di più. Può essere considerato uno strumento “diabolico” da prendere con le pinze e utilizzare con estrema cautela, ma anche un cavo “magico” che non mancherà di sorprenderci con i suoi usi da vero smanettone. Ma procediamo per gradi.
Tecnicamente si tratta di un cavetto USB Plug and Play che presenta un alloggiamento per una Micro o una Nano SIM GSM (a seconda del modello); è un micro-telefono che funziona sulle frequenze di 850 MHz, 900 MHz, 1.800 MHz o 1.900 MHz, con tanto di microfono per la ricezione, localizzatore GSM e rilevatore di rumore. Caratteristiche, queste, che lo rendono davvero speciale e aprono – com’è facile immaginare – un’infinità di scenari, grazie anche alle possibilità di telefonare o di farsi telefonare dalla SIM nel cavetto inviando un semplice SMS. E che dire poi del localizzatore? Beh, immaginiamo di posizionarlo in auto: grazie alla sua funzionalità di localizzazione (viene utilizzata la triangolazione del segnale GSM) potremo sapere in ogni momento dove si trova il nostro mezzo. Utile, no?

Cavo spia o antifurto?

Molti staranno pensando a come sfruttare il cavetto per scopi non proprio “ortodossi” (per non dire “illegali”), trasformandolo – di fatto – in uno strumento “da hacker” o “da spia”: c’è chi potrebbe pensare, ad esempio, di nasconderlo in ufficio (o anche lasciarlo in bella vista, dato che sembra un normalissimo cavo USB) e di ascoltare i discorsi dei colleghi rimasti qualche minuto in più a sparlare di noi; oppure di infilarlo di soppiatto nella borsetta della propria moglie; o ancora di collocarlo nella stanzetta del proprio figlio; o nello zaino della fidanzata… Ma è meglio non farlo. Mai! E non solo perché vietato, ma anche per l’estrema semplicità – nel caso si venisse scoperti – di risalire a noi (vista l’intestazione della SIM). Quindi, ancor prima di scoprire il suo funzionamento nei particolari, è meglio ricordare che – quelli elencati – sono usi non consentiti dalla legge e che è meglio evitare di mettere in pratica.

Cosa ci occorre

Cavo USB spia: S8 data line locator
Quanto costa: € 9 circa
Sito Internet: http://bit.ly/cavospia

SIM per cellulare: PosteMobile Unica New (o equivalente)
Quanto costa: € 15 circa
Sito Internet: http://bit.ly/simaconsumo

A) L’orecchio spia che ascolta tutti!

Il nostro intento è quello di sentire cosa accede a casa nostra o in ufficio mentre non ci siamo? Bene, niente di più semplice: ecco i passi da seguire.

1. Prepariamo la SIM

Inseriamo la SIM nel telefono: ricordiamoci che – nello specifico – è necessario utilizzare una Micro SIM o una Nano SIM senza blocco PIN. Quindi accendiamo il cellulare, rechiamoci nelle Impostazioni e, dal menu relativo alla Sicurezza, disabilitiamo il blocco PIN. Poi, estraiamo la SIM e inseriamola nell’alloggiamento del cavetto.

2. Nascosto, ma anche no!

Fatto ciò, richiudiamo il cavo con il suo cappuccio e colleghiamolo ad una porta USB del nostro computer dell’ufficio o di casa. Possiamo lasciarlo anche in bella vista. Non darà nell’occhio: in fondo è un normale cavetto USB.

3. Il cavo USB ci ascolta

Non rimane adesso che telefonare alla SIM contenuta nel cavetto. Naturalmente, se qualcuno si troverà nelle vicinanze del cavo non sentirà nulla, ma dopo due squilli il nostro cavetto risponderà e ci farà ascoltare tutto quello che accade nel raggio – più o meno – di dieci metri dalla porta USB dove è allacciato.

B) Da spia ad antifurto per auto

Sfruttando la funzionalità di localizzazione possiamo sapere in ogni momento dove si trova il nostro cavetto, senza destare sospetti. Perché allora non collegarlo alla presa USB della nostra auto?

1) Basta un SMS

Per individuare la posizione del cavetto basta inviare allo stesso un SMS, un messaggino di testo con il testo DW. Entro una decina di secondi riceveremo un messaggio di risposta con le coordinate. Il cavo, ricordiamocelo, deve essere alimentato, quindi collegato a un caricabatteria portatile o a un ingresso USB presente in auto.

2) La posizione sulla mappa

Cliccando sul link ricevuto via SMS verrà aperta una mappa con la posizione (abbiamo registrato uno scarto di 200 metri) del nostro cavetto. Se le mappa non dovesse visualizzarsi, in basso ci vengono segnalate anche le coordinate. Basta copiarle e incollarle su Google Maps ed il gioco è fatto.

C) Da spia ad allarme di casa

Quando non siamo in casa possiamo attivare il Voice Control Callback del cavetto per scoprire se qualcuno si è intrufolato nel nostro appartamento. Così facendo il cavetto ci telefonerà non appena sentirà dei rumori sospetti.

1. Attiviamo e…

Per attivare la funzionalità Voice Control Callback del nostro cavetto, basta inviare alla SIM contenuta al suo interno un SMS con il testo 1111. Entro una decina di secondi riceveremo un messaggio di conferma e la funzione sarà attiva. Ora, se il cavo sentirà un rumore superiore a 45 dB ci telefonerà facendoci ascoltare tutto quel che sta accadendo.

2. … disattiviamo

Per disattivare la funzionalità di Voice Control Callback bisogna inviare un altro SMS e, com’è facile immaginare, deve contenere il testo 0000. Anche questa volta riceveremo un messaggino che ci informa della disattivazione avvenuta. Da questo momento non riceveremo più le chiamate.

Una SIM sì, ma anonima

L’utilizzo di un cavetto del genere apre realmente infinite possibilità d’utilizzo. Basta solo lasciarsi guidare dalla fantasia e ricordarsi di non sfociare nell’illegalità. Anche perché, come abbiamo già specificato nel testo di questo speciale, risalire al nostro nome è cosa estremamente semplice. Tuttavia, per completezza d’informazione, dobbiamo precisare che durante i test in laboratorio abbiamo eseguito alcune ricerche sul Web, individuando, altrettanto facilmente, diversi siti che vendono SIM prive d’intestazione. In maniera completamente anonima e violando la legge. Siti di compravendite anche molto noti. Un comportamento, questo, che – ribadiamo – è assolutamente vietato dalla legge italiana.

Quale tariffa scegliere?

Questa è una domanda che interesserà sicuramente tutti quelli che stanno pensando di utilizzare il cavetto. La risposta non è semplice, in quanto legata all’uso che se ne intende fare. Il consiglio tuttavia, indipendentemente dall’operatore, è quello di scegliere sempre – visto il non utilizzo di traffico dati – una tariffa orientata sulla voce. Per i nostri test abbiamo adoperato una SIM Iliad, con il piano tariffario “Voce” (4,99 € al mese). Ma anche altri operatori offrono piani interessanti e senza ricorrere a un abbonamento ricaricabile. Quello che consigliamo è PosteMobile Unica New, che prevede chiamate verso tutti a 18 centesimi al minuto. In alternativa ci si può orientare verso la TIM BASE NEW, con 23 centesimi al minuto.

Un po’ di colla non guasta. Forse

Il cavetto ordinato per i nostri test di laboratorio lo abbiamo comperato su Amazon. All’interno della confezione, arrivataci in maniera completamente anonima, era presente – oltre al cavo stesso – un piccolo manuale di istruzioni con, da un lato le indicazioni in un inglese alquanto maccheronico e, dall’altro, le medesime in cinese. La prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di analizzarlo nei minimi particolari. Un’operazione che non ha rivelato nulla di anomalo: sembra un normalissimo cavo USB. Durante le prove, tuttavia, ci siamo resi conto che il cappuccetto che copre la SIM, magari se strattonato troppo, rischia di sfilarsi da solo, facendo saltare l’eventuale “copertura”. Ecco perché, forse è meglio ricorrere a un piccolissimo accorgimento: un leggero quantitativo di colla. Giusto un puntino, quanto basta per mantenere il coperchio fermo sul cavo. Un’accortezza, nel nostro caso, necessaria ma che, con altri modelli o prodotti simili, non è detto sia indispensabile.

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